Il Caseificio


Da oltre 50 anni la nostra azienda svolge attività di allevamento ovino per la produzione di latte e formaggi. Tradizione vuole che il benessere animale sia requisito fondamentale per ottenere un prodotto di qualità. Ecco perché da sempre le nostre pecore vivono in piena armonia con l’ambiente che le circonda, una valle a metà strada tra rigogliose pianure e il mare.
Negli ultimi anni per migliorare ulteriormente la qualità del nostro latte è iniziata una collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Pisa, che ci ha guidati in una sperimentazione volta a creare un pecorino in grado di combattere il colesterolo “cattivo”.

Angela


La mia filosofia produttiva è semplice: “nessun compromesso”!
Produrre formaggio a latte crudo non lascia altre alternative se non il perseguire l’alta qualità e il rigore nei processi di lavorazione.
La grande fortuna di possedere gli animali, accompagnarli sulle generose pianure maremmane, farli inebriare di natura, usufruire del loro latte e infine trasformare il prezioso alimento in prodotti di pregio.
I miei formaggi; per me, gioielli irrinunciabili, con i quali rendo felici coloro che cercano eccellenza, bontà, ma soprattutto certezze alimentari.

Il mio formaggio a latte crudo


Parliamo dei batteri presenti nell’ambiente che circonda il pastore,
il casaro, la stalla, sulle sue mani, nel laboratorio, luoghi bei quali
ci sono quelli buoni e quelli meno. L’igiene è importantissima, ma un ambiente
totalmente sterile presenta problemi di altra natura, come l’eliminazione totale dei batteri o fermenti indispensabili a trasformare il latte in formaggio e legarlo in modo indissolubile al territorio, caratterizzando il prodotto finale con una ricchezza di profumi, sapori e colori che renderanno molto bene
l’idea di essere lì con il gregge a pascolare.
L’industria casearia, ma ormai anche molti artigiani, sono costretti a termizzare, o andando oltre, a pastorizzare il latte, poiché la raccolta avviene ovunque e all’arrivo al caseificio si verifica fisiologicamente un innazalmento esponenziale
della carica batterica del latte ricevuto.
Questo trattamento termico necessario a rendere il latte sterile e innocuo da un punto di vista igienico sanitario, annienta tutti i batteri presenti, compresi quelli buoni e da qui la necessità di ricorrere all’aggiunta di fermenti esterni
fatti in laboratorio e provenienti da ogni dove,
allontanando così sempre più quel formaggio dal luogo di origine.
La tragedia della standardizzazione con prodotti uguali
anche se realizzati dal Piemonte alla Sicilia.
A questo punto nemmeno lavorare a latte crudo ha spiù un senso.
Ecco perché io lavoro a latte crudo “senza fermenti esterni aggiunti”, ecco perché per me è così importante, nell’ottica della grande biodiversità
non potrei fare diversamente.
Ma questo è solo il mio pensiero, il mio modo di lavorare, il mio formaggio,
il mio mondo e spero tanto che vi piaccia.

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